Gasolio su di 12 centesimi in una settimana: cosa fare adesso
Le tensioni nello Stretto di Hormuz si riflettono sulla pompa: media nazionale a 2,343 euro al litro per il diesel. Come limitare i danni.
Chi ha fatto il pieno in questi giorni lo ha notato subito: il gasolio costa sensibilmente più di una settimana fa. Le nostre medie nazionali, calcolate sui prezzi che i distributori comunicano al MIMIT, oggi 21 settembre 2026 dicono 2,343 euro al litro per il gasolio self service, con un aumento di 0,119 euro rispetto a sette giorni fa. La benzina è a 2,160 euro, in crescita di 0,046. Salgono anche GPL (0,759 euro, +0,002) e metano (1,831 euro, +0,052).
Sono cifre ricavate da 21.686 impianti con prezzi validi, esclusi i valori anomali. Il rialzo, quindi, non è il caso isolato di un benzinaio: riguarda tutta la rete.
Perché il gasolio sale più della benzina
Il contesto lo spiega la notizia di giornata. Come riporta ANSA, la Commissione europea ha segnalato il rischio di carenze di carburanti per l'aviazione e non esclude la convocazione di un Consiglio straordinario dei ministri, perché la situazione nello Stretto di Hormuz resta motivo di profonda preoccupazione.
Il punto tecnico, spiegato in parole semplici: il carburante per aerei e il gasolio per auto e camion appartengono alla stessa famiglia di prodotti raffinati, i cosiddetti distillati medi. Escono dagli stessi impianti e viaggiano spesso sulle stesse navi. Se il jet fuel diventa scarso e i compratori si contendono i carichi disponibili, l'intera famiglia si apprezza. Il gasolio da autotrazione finisce per pagare il conto insieme al resto.
La benzina invece segue una catena in parte diversa e reagisce con meno violenza a una tensione concentrata sui distillati medi. È esattamente quello che vediamo nei nostri numeri: il diesel corre, la benzina segue a distanza.
Da ricordare anche un dettaglio che spesso passa inosservato: in Italia il gasolio ha superato la benzina già da tempo, e in una fase come questa la forbice tende ad allargarsi ancora. Chi guida un diesel, in altre parole, sta subendo l'urto maggiore.
Quanto pesa davvero sul tuo portafoglio
Un aumento espresso in centesimi sembra sempre poca cosa. Ma va moltiplicato per i litri che metti effettivamente nel serbatoio e per i pieni che fai in un mese. Un pendolare con un serbatoio capiente e due rifornimenti mensili subisce un impatto molto diverso da chi usa l'auto solo il sabato.
Per capire la tua situazione conviene ragionare sul costo del singolo viaggio invece che sul prezzo al litro. Con il calcolo dei consumi puoi inserire i chilometri che fai abitualmente e il consumo medio della tua auto, e vedere quanto ti costa oggi quel percorso ai prezzi attuali. È il modo più onesto per decidere se vale la pena cambiare qualche abitudine o se il rialzo, nel tuo caso specifico, è tollerabile.
Il divario tra regioni resta la leva più concreta
Mentre le medie nazionali salgono, le differenze territoriali continuano a esistere e si possono sfruttare. Oggi la benzina più conveniente è nelle Marche a 2,143 euro, la più cara in Friuli-Venezia Giulia a 2,191 euro. Sul gasolio il quadro è lo stesso: Marche a 2,319 euro, Friuli-Venezia Giulia a 2,373.
Attenzione a come si leggono questi dati. Non sono un invito a mettersi in viaggio verso le Marche per risparmiare: il carburante consumato per arrivarci annullerebbe qualsiasi vantaggio. Servono a un'altra cosa, più utile: capire in che tipo di mercato ti muovi. Se vivi in una regione nella fascia alta, i prezzi che vedi sui cartelli intorno a casa sono strutturalmente più elevati, e i pochi impianti competitivi della tua zona valgono molto di più. Vale la pena individuarli una volta e tenerli a mente.
Puoi confrontare il quadro completo regione per regione nella pagina dei prezzi medi regionali, che si aggiorna con gli stessi dati MIMIT.
Cinque mosse che funzionano anche con i prezzi in salita
Quando il rialzo arriva dal mercato internazionale, nessun automobilista può fermarlo. Quello che si può governare è la differenza tra pagare il prezzo medio della propria zona e pagare il prezzo migliore disponibile. Su questo c'è spazio reale.
- Confronta prima di uscire, non davanti alla pompa. Una volta che sei in coda hai già scelto. Con la ricerca dei distributori più convenienti vedi in anticipo quali impianti intorno a te espongono i prezzi più bassi.
- Evita il pieno d'emergenza. Arrivare in riserva significa fermarsi al primo impianto utile, che spesso è anche uno dei più cari. Rifornire con un quarto di serbatoio residuo ti lascia la libertà di scegliere.
- Non trascurare il servito quando la differenza è minima. Le nostre medie riguardano il self service, ma in alcuni impianti lo scarto con il servito è più contenuto di quanto si immagini. Verificalo prima di dare per scontato il contrario.
- Pianifica i rifornimenti sui viaggi lunghi. In autostrada i prezzi sono quasi sempre superiori. Con la ricerca lungo il percorso individui i distributori sulla tua strada e decidi dove fermarti prima di partire, non quando la spia si accende.
- Lavora sui consumi, non solo sul prezzo. Pneumatici alla pressione corretta, bagagliaio alleggerito, portapacchi smontato quando non serve, andatura regolare: sono interventi gratuiti. Li abbiamo raccolti nella guida al risparmio di carburante.
Cosa guardare nelle prossime settimane
La variabile decisiva è quella indicata dalla Commissione europea: se la tensione nello Stretto di Hormuz si allenta, la pressione sui distillati medi si scarica e il gasolio può rientrare. Se invece la situazione si irrigidisce, o se si arriva a misure straordinarie a livello europeo, il diesel resterà la voce più esposta del listino.
Nel frattempo due indicazioni pratiche. La prima: se sei vicino a un confine terrestre, tieni d'occhio il confronto con Francia, Austria, Slovenia e Svizzera, perché le fiscalità diverse possono creare differenze che valgono la deviazione quando la percorri comunque. La seconda: non farti prendere dalla fretta di fare scorta. Riempire il serbatoio oggi nel timore di un rincaro domani, pagando un prezzo alto in un impianto scelto a caso, è spesso un affare peggiore che attendere un paio di giorni e rifornire dove conviene.
I prezzi comunicati al MIMIT cambiano di giorno in giorno e non si muovono tutti insieme. È proprio in fasi come questa, con le medie in salita, che il gesto di confrontare prima di rifornire rende di più.
Fonti
- • Ue, 'rischio carenze carburanti aerei, possibile Consiglio straordinario ministri' — RSS di Economia - ANSA.it