Normative e accise

Gasolio, dal 26 settembre 6,1 centesimi in più: conviene anticipare?

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Lo sconto sull'accisa si dimezza fino al 5 ottobre. Fare il pieno entro venerdì ha senso, ma meno di quanto sembra: ecco i conti.

Redazione PienoFurbo ·

Sabato 26 settembre lo sconto sull'accisa del gasolio si dimezza: da 12,2 a 6,1 centesimi al litro, IVA inclusa. Resterà così fino al 5 ottobre. Tradotto in soldi: 6,1 centesimi in più su ogni litro, poco più di 3 euro su un pieno da 50 litri.

Non è una cifra che cambia la vita. Ma è una di quelle poche occasioni in cui sai in anticipo, con precisione, cosa succederà al prezzo. E questo cambia il modo in cui conviene ragionare.

Oggi i prezzi sono fermi, la notizia è quella che arriva

Partiamo da dove siamo. Le medie nazionali self service che calcoliamo dal dump MIMIT, aggiornate al 23 settembre su 21.688 impianti con prezzi validi, danno il gasolio a 2,345 euro al litro e la benzina a 2,160. Il GPL è a 0,759, il metano a 1,838.

Sulla settimana il gasolio è salito di 9 centesimi, la variazione più marcata fra i quattro carburanti. La benzina ha aggiunto 2 centesimi, il metano poco meno, il GPL è rimasto immobile.

Anche Teleborsa, il 23 settembre, descrive una rete nazionale sostanzialmente stabile, con la benzina intorno a 2,155 euro al litro. Quindi no: non stiamo raccontando un'impennata in corso. Il punto non è oggi, il punto è sabato.

Il numero controintuitivo: 6,1 centesimi valgono più dell'intera Italia

Qui c'è la parte interessante, ed è un ribaltamento di quello che scriviamo praticamente sempre.

Di solito il nostro messaggio è: guarda dove fai il pieno. Cambia impianto, cambia provincia, cambia strada, e risparmi. Il divario territoriale è la leva principale.

Stavolta no. Guardiamo le medie regionali del gasolio self service al 23 settembre:

  • regione più economica: Marche, 2,322 euro al litro
  • regione più cara: Friuli-Venezia Giulia, 2,373 euro al litro

Fra il gasolio più conveniente d'Italia e quello più caro d'Italia ballano 5,1 centesimi al litro. L'aumento che scatta sabato è di 6,1 centesimi.

Vale la pena rileggerlo: il rincaro del 26 settembre pesa più dell'intero divario fra la regione italiana più cara e quella più economica. Un automobilista che sabato fa il pieno nelle Marche, in media, pagherà il gasolio più di quanto lo avrebbe pagato venerdì in Friuli-Venezia Giulia.

Quindi, in questi giorni, il tempismo conta più della geografia. È l'opposto della regola che ripetiamo il resto dell'anno.

Allora conviene anticipare il pieno?

Risposta breve: se il serbatoio è già basso e passi comunque davanti a un distributore, sì, fai il pieno entro venerdì 25. Non è un'operazione furba, è semplicemente evitare di pagare 3 euro in più per lo stesso identico litro.

Risposta un po' meno breve, perché i conti vanno fatti bene:

  • Se hai il serbatoio a metà o meno, anticipare ha senso. Su 50 litri parliamo di circa 3 euro, su un mezzo con serbatoio più grande la cifra sale in proporzione.
  • Se hai il serbatoio quasi pieno, il margine si riduce: puoi rabboccare solo i litri che mancano, e il vantaggio si assottiglia fino a diventare trascurabile.
  • Se per anticipare devi fare chilometri apposta, lascia perdere. Il carburante che bruci per raggiungere il distributore mangia il vantaggio. Se vuoi verificarlo sul tuo caso specifico, puoi usare il nostro calcolo dei consumi: inserisci distanza e consumo medio e vedi subito quanto ti costa la deviazione.
  • Se la coda è lunga, fai due conti sul tuo tempo. Venti minuti di fila per 3 euro non li consiglia nessuno.

E soprattutto: il pieno anticipato non ti mette al riparo per settimane. Ti copre per l'autonomia del tuo serbatoio, punto. Chi percorre molti chilometri tornerà a rifornirsi durante la finestra di aumento comunque.

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La differenza fra impianti resta, anche da sabato

Attenzione a non trarre la conclusione sbagliata. Dire che il divario fra regioni vale meno dell'aumento non significa che il posto dove fai il pieno sia diventato irrilevante.

Le medie regionali sono medie: appiattiscono differenze che restano enormi fra un impianto e l'altro nella stessa città. Un self service in periferia e un servito in autostrada non giocano lo stesso campionato, e nessuna variazione di accisa cancella quella distanza.

Il ragionamento corretto è sommare le due cose, non sceglierne una:

  1. se puoi, fai il pieno prima di sabato;
  2. fallo comunque nell'impianto più conveniente che hai a portata, controllando con la ricerca dei distributori vicini;
  3. se sei in viaggio, guarda i prezzi lungo il percorso che devi fare invece di fermarti alla prima pompa che vedi.

Chi può scegliere l'alimentazione, poi, ha un'altra informazione in mano: la variazione riguarda il gasolio, non gli altri carburanti. Il GPL, nelle nostre medie, è fermo a 0,759 euro al litro da una settimana.

Perché se ne parla tanto

Il tema è caldo anche fuori dai serbatoi privati. Il 23 settembre l'ANSA ha raccolto la posizione di Bittarelli di itTaxi, che ha messo sul tavolo l'ipotesi di uno sciopero in assenza di interventi sul caro-carburanti, chiedendo un carburante professionale e un supplemento temporaneo sulle corse.

Sempre il 23 settembre, come riporta Sestopotere, il Codacons ha diffuso una stima secondo cui il gasolio costerebbe il 43% in più rispetto a un anno fa, con un aggravio di circa 35 euro a pieno, sostenendo che il taglio delle accise non sia più sufficiente a compensare.

Sono valutazioni di parte, con metodi di calcolo loro. Noi ci limitiamo a quello che misuriamo: le medie sui prezzi che i gestori comunicano al MIMIT, che puoi consultare regione per regione.

Cosa guardare dopo il 5 ottobre

Ultima cosa, ed è la più importante da tenere a mente: la finestra ha una scadenza. L'aumento di sabato vale fino al 5 ottobre.

Significa che non stiamo parlando di un nuovo livello permanente dei prezzi, ma di una fase delimitata. Cosa succede dopo dipende da come si muoverà il quadro fiscale e da dove sarà il mercato in quel momento: due variabili che oggi non si possono anticipare.

Il consiglio pratico è semplice. Fino al 25 settembre, se ti serve gasolio, prendilo. Dal 26 al 5 ottobre, gestisci i rifornimenti senza farne un dramma: sei centesimi al litro si assorbono scegliendo bene l'impianto e guidando con un po' di testa. E intorno al 6 ottobre torna a controllare le medie, perché i conti andranno rifatti da capo.

Fonti

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