Gasolio sopra i 2,19 euro: cosa cambia con la proroga sulle accise
Il diesel resta più caro della benzina e i prezzi salgono per la seconda settimana: come muoversi al distributore.
Il 10 settembre 2026 il gasolio in Italia si compra in media a 2,192 euro al litro in self service, la benzina a 2,084. Sono le medie nazionali calcolate da PienoFurbo sui prezzi che i gestori comunicano al MIMIT: oggi abbiamo elaborato 21.687 impianti con prezzi validi, escludendo i valori palesemente anomali.
Il dato che salta all'occhio non è tanto il livello, quanto la direzione. Rispetto a sette giorni fa la benzina è salita di 3,8 centesimi, il gasolio di 3,6. Anche il metano si è mosso con decisione, +5,2 centesimi in una settimana. Solo il GPL è rimasto quasi fermo, con un aumento di un millesimo.
Il gasolio costa più della benzina, e non è un errore
Molti automobilisti continuano a dare per scontato che il diesel sia il carburante economico. Oggi non è così: fra i due c'è una differenza di oltre dieci centesimi al litro a favore della benzina. Chi ha comprato un'auto diesel proprio per il costo del pieno si trova a fare i conti con uno scenario diverso da quello immaginato.
Il tema è legato anche alle accise. Come riporta Il Fatto Quotidiano nell'articolo del 10 settembre 2026, sul fronte delle accise è arrivata l'ennesima proroga: il riallineamento fra le due imposte, di cui si parla da tempo, viene di nuovo rimandato. Storicamente il gasolio ha pagato un'accisa più bassa della benzina, e il percorso di avvicinamento fra le due voci fiscali è quello che periodicamente torna nel dibattito politico.
Per chi guida, la traduzione pratica è semplice: il quadro fiscale resta quello attuale, quindi la differenza fra benzina e gasolio alla pompa continua a dipendere soprattutto dall'andamento del prodotto raffinato e dalle scelte commerciali dei singoli distributori. Non c'è un cambio di regole all'orizzonte che possa modificare da solo il conto del pieno nelle prossime settimane.
Dove costa meno: Marche in testa, Friuli in coda
Il divario territoriale resta contenuto ma reale. Oggi la benzina è mediamente più conveniente nelle Marche, a 2,065 euro al litro, e più cara in Friuli-Venezia Giulia, a 2,107. Sul gasolio l'ordine è lo stesso: Marche a 2,174 euro, Friuli-Venezia Giulia a 2,218.
Fra la regione più economica e quella più cara ballano poco più di quattro centesimi. Su un pieno da cinquanta litri non è la differenza che cambia il mese, ma è comunque una differenza reale, e soprattutto è una media: dentro ogni regione la distanza fra il distributore più caro e quello più conveniente è molto più ampia di quella fra due regioni.
È il punto che conta davvero. Non serve attraversare mezza Italia per pagare meno: serve sapere quanto costa il carburante nei distributori che si trovano nel raggio di pochi chilometri da casa o dal percorso che si fa comunque. Su prezzi carburanti regione per regione si vede il quadro d'insieme, ma il risparmio concreto si trova sulla mappa dei distributori più vicini ed economici.
Cosa fare quando i prezzi stanno salendo
Una settimana in aumento su tutti e quattro i carburanti significa che il mercato si sta muovendo verso l'alto. In queste fasi cambiano un po' le priorità: rimandare il pieno sperando in un calo è una scommessa, e non sempre paga.
Qualche accorgimento che vale la pena tenere presente:
- Non arrivare mai in riserva. Chi ha il serbatoio quasi vuoto è costretto a fermarsi dove capita, e dove capita spesso è il distributore più caro della zona.
- Confronta prima di uscire di casa. Il prezzo esposto lo vedi solo quando sei già lì. Controllarlo prima costa trenta secondi.
- Guarda il servito con attenzione. Le medie di cui parliamo sono self service. Sul servito la differenza per litro può essere consistente e su un pieno intero si nota.
- Evita i tratti autostradali quando puoi. Se il viaggio lo permette, un'uscita e un rientro possono valere più di quanto sembri.
- Ragiona sul consumo, non solo sul prezzo. Il costo di un viaggio dipende tanto dal litro quanto da come guidi.
Su quest'ultimo punto, uno strumento utile è il calcolo dei consumi: inserendo i chilometri e il consumo medio della propria auto si capisce quanto costa davvero uno spostamento, e diventa più facile valutare se conviene deviare per pagare meno al litro oppure no.
Il pieno prima di partire, non durante
Chi affronta un viaggio lungo ha un margine in più rispetto a chi si muove solo in città. Sul tragitto ci sono decine di impianti e i prezzi cambiano parecchio da uno all'altro, soprattutto fra rete ordinaria e rete autostradale.
Pianificare la sosta ha senso proprio adesso, con i prezzi in salita: con lo strumento itinerario si vedono i distributori lungo un percorso A-B e si sceglie dove fermarsi prima di partire, invece di decidere quando la spia si accende in mezzo al nulla.
Metano e GPL: due storie diverse
Il metano oggi è a 1,727 euro al litro, con il rialzo settimanale più marcato fra tutti i carburanti: +5,2 centesimi. Chi ha un'auto a metano ha vissuto negli ultimi anni oscillazioni molto più brusche di quelle di benzina e gasolio, e il numero di impianti che lo distribuisce resta limitato rispetto alla rete tradizionale. Verificare prima dove rifornire è quasi obbligatorio.
Il GPL, a 0,759 euro al litro, è invece l'unico rimasto praticamente stabile: un solo millesimo di aumento in sette giorni. Resta di gran lunga il carburante meno caro al litro, tenendo però presente che i consumi per chilometro sono diversi rispetto alla benzina, quindi il confronto va fatto sul costo dello spostamento e non solo sul prezzo esposto.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
La proroga sulle accise di cui scrive Il Fatto Quotidiano toglie dal tavolo, per ora, una variabile fiscale. Restano tutte le altre: il prezzo del prodotto sui mercati internazionali, il cambio, la concorrenza fra insegne sul territorio. Nessuna di queste è prevedibile con precisione, e chi promette il contrario sta tirando a indovinare.
Quello su cui l'automobilista ha davvero controllo è più modesto ma concreto: dove fa il pieno, quando lo fa e come guida. Se vuoi lavorare su quest'ultimo aspetto, la guida al risparmio di carburante raccoglie le cose che incidono davvero sui consumi, dalla pressione delle gomme allo stile di guida in autostrada. Sono margini piccoli presi uno per uno, ma sommati in un anno di chilometri fanno la differenza più di qualunque attesa del prezzo giusto.
Fonti
- • Gasolio a 2,18 euro al litro: arriva l'ennesima proroga sulle accise - Il Fatto Quotidiano — Il Fatto Quotidiano