Gasolio oltre 2,25 euro: cosa fare mentre si parla di accise
Benzina e gasolio salgono di oltre sei centesimi in una settimana. Le mosse concrete per limitare i danni al pieno.
Il pieno di questi giorni si fa sentire. Le nostre medie nazionali sul self service, calcolate sul dump MIMIT aggiornato al 16 settembre 2026 e su 21.687 impianti con prezzi validi, dicono che il gasolio è arrivato a 2,252 euro al litro e la benzina a 2,138 euro al litro.
Il dato che colpisce più dei valori assoluti è la velocità. In sette giorni il gasolio ha guadagnato 0,068 euro al litro e la benzina 0,063. Sono movimenti ampi per una settimana sola, e si vedono tutti al momento di pagare.
Cosa dicono i numeri di oggi
Ecco il quadro completo delle medie nazionali self service al 16 settembre 2026, con la variazione rispetto a sette giorni prima:
- Benzina: 2,138 euro/litro (+0,063)
- Gasolio: 2,252 euro/litro (+0,068)
- GPL: 0,759 euro/litro (+0,001)
- Metano: 1,814 euro/litro (+0,095)
Due cose salgono all'occhio. La prima: il gasolio resta sopra la benzina, una situazione a cui gli automobilisti italiani si sono abituati negli ultimi anni ma che continua a pesare su chi ha scelto il diesel per fare tanti chilometri.
La seconda: il GPL è praticamente fermo. Un millesimo di aumento in una settimana, mentre tutto il resto corre. Chi ha un impianto a gas in questi giorni sta semplicemente pagando quello che pagava prima. Il metano, invece, è il carburante che è salito di più in valore assoluto: quasi dieci centesimi in sette giorni.
Il tema accise, spiegato senza promesse
Il 16 settembre 2026 greenMe ha dato conto del quadro in corso: con il diesel sopra i 2,3 euro al litro in diversi punti vendita, si torna a parlare di un nuovo intervento sulle accise.
Vale la pena tenere la testa fredda su questo punto. L'accisa è la componente fissa in euro per litro che lo Stato incassa su ogni litro erogato, ed è la parte del prezzo su cui la politica può intervenire più in fretta. Ma finché un intervento non è operativo alla pompa, il prezzo che pagate è quello esposto sul totem.
Aggiungiamo un dettaglio che spesso sfugge: quando l'accisa cambia, il prezzo non scende ovunque nello stesso istante. I distributori applicano il nuovo valore ai rifornimenti successivi, e le differenze fra impianti restano. Anche in caso di taglio, quindi, confrontare conviene comunque.
Nel frattempo l'unica leva davvero nelle vostre mani è la scelta del distributore. Ed è una leva meno piccola di quanto sembri.
Le differenze fra territori ci sono, ma il vero divario è dentro la città
Guardando le medie regionali del self service, la forbice nazionale non è enorme. Per la benzina le Marche sono la regione più conveniente con 2,118 euro al litro, mentre il Friuli-Venezia Giulia è la più cara con 2,167. Sul gasolio la classifica si ripete: Marche a 2,230 euro, Friuli-Venezia Giulia a 2,281.
Parliamo di pochi centesimi di differenza fra gli estremi. Il che porta a una conclusione utile: non serve cambiare regione per risparmiare. Le medie regionali servono a inquadrare il contesto, e le trovate tutte nella pagina dei prezzi carburanti regione per regione.
Il divario che conta davvero è un altro: quello fra due impianti distanti pochi chilometri nella stessa città. Lì gli scarti sono spesso più marcati della distanza fra la regione più economica e la più cara, perché dipendono dalla politica commerciale del singolo gestore, dalla presenza di concorrenti vicini, dal fatto che ci sia o no un servito accanto al self.
Per questo la cosa più redditizia che potete fare in una settimana come questa è banale: prima di fermarvi, controllare quali sono i distributori più economici vicino a voi. Sono due minuti, e sono gli unici due minuti che spostano il conto.
Cinque mosse concrete per questa settimana
Con i prezzi che si muovono in fretta, le abitudini prese quando il gasolio costava meno non funzionano più. Qualche aggiustamento pratico:
- Non fate il pieno d'istinto sulla via di casa. Il distributore più comodo raramente è il più conveniente. Verificate prima, non dopo.
- Evitate i pieni piccoli e frequenti. Se dovete comunque passare da un impianto conveniente, tanto vale riempire. Ogni sosta in un punto caro erode il vantaggio accumulato.
- Attenzione al self contro il servito. Le nostre medie sono tutte sul self service. Sul servito la differenza per litro può essere sensibile: su un pieno da famiglia diventa una cifra che si nota.
- Se avete il GPL, sfruttatelo. Questa settimana è l'unico carburante rimasto sostanzialmente fermo. Chi ha il bifuel faccia i conti prima di scegliere l'alimentazione.
- Pianificate i viaggi lunghi. Sulle tratte extraurbane la scelta di dove fermarsi vale più che in città, perché i prezzi in autostrada seguono logiche proprie. La funzione distributori lungo il percorso serve esattamente a questo: vedere le opzioni sulla strada che farete, non su una mappa generica.
Il consumo pesa quanto il prezzo
C'è un secondo fronte che in settimane come questa viene dimenticato: quanti litri consumate. Sul prezzo esposto potete solo scegliere dove fermarvi, sul consumo potete intervenire tutti i giorni.
Le voci che fanno la differenza sono sempre le stesse e non costano nulla: pressione degli pneumatici controllata, peso inutile scaricato dal bagagliaio, portapacchi smontato quando non serve, velocità costante in extraurbano, accelerazioni meno brusche nel traffico. Nessuna di queste da sola cambia la vita. Messe insieme, su un litro che sfiora i due euro e trenta, si vedono a fine mese. La guida al risparmio di carburante raccoglie i punti più efficaci.
Se invece avete un viaggio in programma e volete sapere in anticipo quanto vi costerà, conviene mettere in fila chilometri e consumi con il calcolo dei consumi: con i prezzi attuali, scoprire prima il costo reale di una tratta aiuta a decidere se vale la pena spostarsi in auto o se ci sono alternative.
Cosa guardare nei prossimi giorni
Con aumenti di questa entità concentrati in una settimana, la cosa più sensata è non dare per scontato nulla. I prezzi possono continuare a salire, stabilizzarsi o correggere, e nessuno di questi scenari si può anticipare guardando il totem di ieri.
Il riferimento resta quello che i distributori comunicano al MIMIT, impianto per impianto. È il dato su cui costruiamo le nostre medie e le nostre mappe, e l'unico modo per capire se il distributore dove vi fermate sempre è ancora una buona scelta o se ha smesso di esserlo tre settimane fa senza che ve ne accorgessimo.